Proteo S.c.S: Ambiente e Socialità

Comuni serviti

La Proteo S.c.S. è una Società Cooperativa Sociale di inserimento lavorativo (tipo B ai sensi della L. 381/91) nata nel 1997.

Proteo (acronimo di Progettazione tecniche ecologiche occupazionali) vanta un'esperienza ormai ultradecennale nella gestione dei rifiuti in provincia di Cuneo: la sua mission è creare occasioni di lavoro per persone in difficoltà dal punto di vista fisico, psichico o sociale, promuovendo allo stesso tempo attività ecologicamente sostenibili e di salvaguardia dell'ambiente.

Persegue l'interesse generale della comunità e remunera prevalentemente il lavoro sviluppato dai soci.

Ha una struttura societaria partecipativa e democratica e una organizzazione aziendale orientata alle comunità locali in cui opera.

E' un'impresa sociale collocata nel movimento cooperativo ed opera in integrazione con altre cooperative, organizzazioni del volontariato, realtà dell'associazionismo e istituzioni pubbliche.

Dal 1998 è iscritta all'Albo Regionale delle Cooperative Sociali (L.R. 18/94) dal 1998 è iscritta nella sezione produzione lavoro e cooperazione sociale dell'Albo Prefettizio di Cuneo (L. 381/91).

La cooperativa attualmente occupa circa 60 lavoratori, dei quali più del 30% proviene da situazioni di disagio, il fatturato nell'anno 2015 è stato pari a 3.073.960 €.

L'esperienza maturata nella progettazione e nella gestione ordinaria di servizi di raccolta rifiuti "porta a porta" spinti, ci pone oggi ai vertici provinciali in fatto di competenze specifiche, know-how acquisito in realtà guida a livello nazionale, come i comuni di Marene (primo comune riciclone della provincia nel 2003), di Dogliani e, più recentemente, di Chiusa di Pesio (primo comune riciclone della provincia nel 2011).

Per questo motivo veniamo oggi sempre più spesso interpellati come "leader" nella gestione sostenibile dei rifiuti, dalla progettazione all'informazione all'avvio alla routine quotidiana dei servizi innovativi di raccolta porta a porta spinti. Le conoscenze acquisite sul campo ci consentono di proporre servizi che, nel breve periodo, si dimostrano vantaggiosi per tutti: amministrazioni, cittadini, ambiente.

Proteo è iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali ed è abilità a svolgere le seguenti attività:

  • Raccolta e trasporto di rifiuti urbani cat. 1C
  • Gestione dei Centri di Raccolta cat. 1C
  • Raccolta e trasporto di Piccola Differenziata cat. 1B
  • Spazzamento meccanizzato cat. 1E
  • Raccolta e trasporto dei propri rifiuti cat. 2-bis
  • Raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi cat. 4F
  • Raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi cat. 5F
  • Intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi cat. 8F

Proteo dispone anche, presso la sede legale di Mondovì, l'autorizzazione alla messa in riserva di abiti usati, R.A.E.E., carta, cartone, imballaggi in plastica, imballaggi metallici e oli vegetali esausti.

Proteo S.c.S. - Società Cooperativa Sociale

Via Aosta 42
12084 Mondovì
n° verde per utenze
800.300.524
sede amministrativa
0174 554765

Compostaggio domestico dei rifiuti organici

La riduzione degli scarti da raccogliere, trasportare e smaltire è l'azione a maggior incidenza positiva in un moderno sistema di gestione integrata dei rifiuti. In particolar modo l'auto-smaltimento degli scarti biodegradabili di cucina rappresenta una pratica alla portata della quasi totalità delle utenze dotate del necessario spazio verde, che permette di intercettare la frazione più problematica (a causa della sua elevata putrescibilità, fonte delle emissioni odorigene e dei percolati) dei rifiuti domestici.
L'autosmaltimento dell'organico permette inoltre di produrre un ottimo ammendante per il terreno: il compost (detto anche humus), un terriccio molto fertile utile per concimare orto, piante da frutto e ornamentali.

Elenco dei principali accorgimenti da attuare per ottenere un compost di buona qualità:

  • preparare il fondo del cumulo con paglia e ramaglie;
  • miscelare in proporzione il materiale secco (trucioli, potature, foglie secche) con materiale verde (erba scarti vegetali di cucina, fiori);
  • ridurre le dimensioni degli scarti voluminosi;
  • rivoltare periodicamente il materiale (all'incirca ogni 3 o 4 settimane) per garantire una sufficiente areazione del cumulo;
  • se il cumulo è troppo secco bagnare o limitare l'aggiunta di componenti secche;
  • se il cumulo è troppo umido ripararlo dalla pioggia ed aggiungere foglie secche o erba secca;
  • dopo 6 mesi dall'inizio, con i nuovi scarti biodegradabili creare un secondo cumulo e lasciare maturare il primo;
  • attendere circa 6 mesi per la completa maturazione del primo cumulo;
  • se si procede alla setacciatura del terriccio ottenuto, la parte grossolana può essere aggiunta al nuovo cumulo in lavorazione.

Materiali organici che si possono inserire nel cumulo del compostaggio:

  • Materiali molto adatti:
    • Avanzi di frutta, verdura e cibo, sia cotti che crudi;
    • Filtri di the e fondi di caffè;
    • Rifiuti di carta come tovaglioli e sacchetti di carta, anche unti;
    • Piante da vaso, fiori e terriccio;
    • Peli, piume, trucioli di legno;
    • Fogliame ed erba tagliata (in piccoli strati);
    • Scarti dell'orto;
    • Cenere in modica quantità (apporta utili elementi quali calcio, fosforo e potassio);
  • Materiali da inserire in misura limitata:
    • Bucce di agrumi ( spesso contengono conservanti o patine di rivestimento che ne rallentano la decomposizione);
    • Pesce, carni e salumi, sono da utilizzare con cautela in quanto potrebbero attirare insetti o altri animali;
    • Lettiere di piccoli animali domestici (sconsigliate invece per motivi igienici le deiezioni di animali di grossa taglia);
    • Noccioli e gusci di noce (impiegano moltissimo tempo per decomporsi, anche molti anni);
  • Materiali non adatti al compostaggio:
    • Ossa di animali;
    • Gusci di molluschi;
    • Contenitori in cartone accoppiato (tetra pack);
    • Carta inchiostrata, patinata o plastificata;
    • Tessuti in fibra naturale, pannolini;
    • Grandi quantità di olio vegetale (penetra nel terreno depositandosi sulle radici e impedendo l'assorbimento di acqua);

Metodologie di compostaggio

Il compostaggio domestico dei rifiuti organici può essere effettuato in due modi differenti:

  • compostaggio mediante cumulo:
    Questo metodo è il più semplice da gestire in quanto permette un'ottima areazione del materiale da riciclare e un facile rimescolamento ed estrazione del compost. Presenta però l'inconveniente dell'estetica e dell'ingombro.
    Si adatta dunque bene ad un orto ma meno ad un giardino.
  • compostaggio mediante compostiera:
    Il materiale nella compostiera risulta essere più protetto da eventi atmosferici e dall'accesso di animali selvatici e roditori. Rispetto al cumulo è inoltre esteticamente più gradevole. Gli inconvenienti della compostiera sono però una minore aerazione del cumulo e maggiore difficoltà nel rimescolamento.
    La compostiera si adatta bene ad un giardino in cui il cumulo può risultare invece antiestetico.

Metodologie di compostaggio

  1. IL LUOGO ADATTO
    La compostiera, o il cumulo, devono essere accessibili tutto l'anno (senza ristagni e fango invernale), vanno posti possibilmente in un luogo semi ombreggiato, in modo che il materiale non venga essiccato d'estate e sia assolato d'inverno (es. sotto i rami di una pianta a foglia larga).
  2. LA MISCELA IDEALE
    Miscelare sempre gli scarti secchi e quelli umidi per:
    • un equilibrio nutrizionale dei microrganismi responsabili del processo di trasformazione;
    • raggiungere l'umidità ottimale (50-60 %);
    • garantire la porosità necessaria ad un sufficiente ricambio dell'aria.
  3. ASSICURARE L'OSSIGENO NECESSARIO
    L'ossigenazione è indispensabile per la sopravvivenza dei microrganismi (aerobi, cioè che vivono in presenza di ossigeno) e che sono il motore principale della trasformazione. In mancanza di ossigeno il materiale produce sostanze maleodoranti.
    Per assicurare una buona ossigenazione:
    • non comprimere il materiale;
    • rivoltare periodicamente il materiale.
  4. CONTROLLO DELL'UMIDITA'
    L'acqua è necessaria allo sviluppo dei microrganismi; il tasso di umidità del cumulo deve essere intorno al 50 – 60 %. La giusta umidità si ottiene e si mantiene con un'equilibrata miscelazione degli scarti, tra umidi e secchi e garantendo il drenaggio. Nei periodi di siccità il materiale va adeguatamente bagnato.

FAQ Raccolta differenziata

D → Dove vanno a finire i rifiuti una volta raccolti?
R → I rifiuti una volta raccolti vanno a finire in impianti di lavorazione, in cui vengono smistati e ripuliti dalle impurità, per poi venire inviati ad altri impianti per il riciclaggio o riutilizzati in loco (come per il caso dell'organico).
sapevi che... → Solo il 7,5% circa dei rifiuti che produciamo non sono riciclabili. La restante parte di rifiuti, ben il 92,5%, può (potrebbe) essere efficacemente differenziata ed avviata al recupero. Il 92,5% circa si articola nei seguenti materiali: Umido (30%); Carta e Cartone (20%); Plastica (10%); Sfalci e ramaglie (10%); Vetro (8%); Metalli (2%); Legno (5%); Altri rifiuti riciclabili, tipo elettronici, tessili ecc. (7,5%).

D → Dove si buttano pannolini ed assorbenti?
R → Pannolini ed assorbenti sono rifiuti non recuperabili, che vanno conferiti quindi con la raccolta del secco indifferenziato o rifiuti non recuperabili
sapevi che... → Esistono anche soluzioni più ecologiche, quali pannolini ed assorbenti compostabili, che si possono trovare su Internet ed in alcuni negozi (in special modo nei negozi di prodotti biologici). Questo tipo di pannolini può essere conferito insieme alla raccolta dell'organico oppure compostati a livello domestico, anche se in questo caso bisogna tener presente che impiegano molto tempo per decomporsi. Altre alternative si possono trovare anche nei pannolini lavabili, dei quali una parte si butta e l'altra viene lavata per successivi utilizzi. Per quanto riguarda gli assorbenti esistono invece, in alternativa, delle particolari coppette riutilizzabili. Sia a riguardo dei pannolini lavabili, sia delle coppette mestruali, si possono trovare su Internet molte informazioni e modelli acquistabili.

D → Piatti, bicchieri e posate usa e getta dove vanno conferiti?
R → Piatti e bicchieri usa e getta in plastica (purché sciacquati) possono essere conferiti nel sacco della plastica. Le posate usa e getta in plastica (anche se pulite) vanno invece conferite insieme ai rifiuti indifferenziati, questo perché per queste ultime non si sono ancora raggiunti accordi tra il COREPLA (consorzio recupero imballaggi in plastica) e le aziende produttrici di questa tipologia di materiale.
sapevi che... → Fino all'anno 2012 piatti e bicchieri in plastica non potevano essere inseriti nella plastica, questo perché fino ad allora non vi era ancora alcun tipo di accordo tra il COREPLA e le aziende produttrici. Tutto questo fa dunque ben sperare che anche le posate usa e getta, un domani, possano diventare materiale riciclabile.
sapevi che... → Esistono in commercio piatti, bicchieri e posate usa e getta in materiale compostabile. Possono essere in diversi tipi di materiali, tra i quali cellulosa e derivati del mais (questi ultimi indicati con la sigla PLA: polylactic acid od acido polilattico, da non confondere con la plastica; infatti questa particolare molecola è ottenuta dall'amido di mais ed è compostabile).

D → Come si smaltiscono potature, sfalci dell'erba di giardini ed orti?
R → Gli sfalci di erba e le potature di siepi e di altre piante (purché di diametro inferiore a 10 cm) possono essere conferiti presso l'area ecologica (definito anche centro di raccolta). In alcuni Comuni è attivo anche il servizio di raccolta domiciliare degli sfalci (verifica sul calendario e sul materiale informativo riguardante il tuo Comune).

D → E' necessario togliere le etichette in carta da bottiglie ed altri contenitori?
R → No, i contenitori in plastica, vetro o metallo possono tranquillamente essere conferiti senza rimuovere l'etichetta di carta; quest'ultima verrà infatti rimossa in impianto, durante i processi di lavorazione del rifiuto. L'unico accorgimento da adottare è quello di sciacquare i contenitori sporchi, come ad esempio vasetti dello yogurt o barattoli di sugo.

D → I sacchetti della spesa dove vanno buttati?
R → I sacchetti della spesa possono essere di tre tipologie differenti: degradabili, biodegradabili e compostabili. Esistono profonde differenze tra le tre tipologie di sacchetti indicate. La plastica degradabile si ottiene dal petrolio e da additivi che consentono il suo sgretolamento a contatto con ossigeno e luce solare. I sacchetti realizzati con tale plastica non possono essere riciclati - a causa della "sbrindellabilità" causata dagli additivi - con la normale plastica e non sono compostabili. Vanno quindi conferiti nei rifiuti indifferenziati. I sacchetti biodegradabili invece si dissolvono naturalmente grazie all'azione di microbi, del calore e dell'umidità, ma detto processo potrebbe non completarsi in tempo utile, per un loro corretto trattamento nel compostaggio domestico. Questo tipo di sacchetti è però adatto ad un compostaggio industriale e può dunque essere conferito nei rifiuti organici. La plastica compostabile (chiamata comunemente bioplastica) – come previsto dalla normativa europea e dai parametri dell'EN13432 - invece si biodegrada negli impianti di compostaggio in poche settimane e quindi può essere gettata unitamente all'umido, poiché la sua struttura si dissolve trasformandosi in compost da usare come fertilizzante naturale.
sapevi che... → I sacchetti in plastica degradabile se finiscono in mare si sgretolano in brandelli che vengono scambiati dai pesci per plancton e quindi ingeriti per poi tornare, per mezzo della catena alimentare, in casa nostra o meglio – si fa per dire – sulle nostre tavole. Importantissimo dunque, come per tutte le tipologie di rifiuti, smaltirli in modo corretto o meglio ancora limitarne l'utilizzo, usando per la spesa sacchi di stoffa riutilizzabili più volte.

D → Dove butto l'olio da cucina?
R → L'olio vegetale esausto può essere conferito presso le aree ecologiche ( centri di raccolta ) oppure, nel caso nel tuo Comune sia attivo il servizio, seguendo le date indicate sul calendario; può essere conferito direttamente al servizio di raccolta porta a porta o nei contenitori stradali dedicati.
sapevi che... → L'olio di frittura e quello presente nei barattoli di cibi sott'olio spesso viene buttato nel lavandino; questa pratica è sconsigliabile per vari motivi. Primo motivo l'olio vegetale se disperso nell'ambiente risulta essere inquinante, perché riveste le radici dei vegetali, impedendo a questi ultimi di assorbire i nutrimenti dal terreno; secondo motivo l'olio vegetale buttato nel lavandino rischia di depositarsi ed intasare gli scarichi domestici. Terzo motivo si spreca un'importante risorsa: l'olio vegetale esausto, infatti, se recuperato, può essere trasformato in combustibile od altre tipologie di risorsa.

D → Perché gli oggetti in plastica, quali innaffiatoi, palette, attrezzi da cucina, mollette per il bucato, secchielli, non vanno messi nella plastica?
R → Nella raccolta della plastica vanno inseriti esclusivamente imballaggi in plastica; gli oggetti in plastica che non sono degli imballaggi vanno invece buttati nell'indifferenziato, se di piccole dimensioni; se sono invece di grandi dimensioni (es. sedie e tavolini in plastica ), vanno portati in area ecologica ( centro di raccolta ), nel cassone degli ingombranti, in modo che una volta giunti in impianto di conferimento possano essere efficacemente riciclati.

D → Elettrodomestici ed utensili elettrici dove vanno conferiti?
R → Gli elettrodomestici e gli utensili elettrici (lavatrici, trapani, frullatori, tv, ecc.) vanno portati all'area ecologica ( centro di raccolta ) od, in alternativa (se attivo il servizio nel vostro Comune), possono essere conferiti, previa prenotazione telefonica, al servizio di raccolta porta a porta, nelle date indicate a calendario.

D → Gli abiti usati dove vanno buttati?
R → Gli abiti usati possono essere conferiti negli appositi contenitori gialli (o bianchi) presenti in molti Comuni. Gli abiti conferiti in questi contenitori verranno in questo modo avviati ad un processo di igienizzazione e recupero. Quelli in condizioni migliori potranno essere destinati alla vendita come abiti usati o destinati agli enti caritatevoli operanti sul territorio, mentre la restante parte verrà lavorata, per essere trasformata in fibre tessili o materiali isolanti per l'edilizia.

Campagne informative scolastiche

La campagna informativa scolastica viene svolta in stretta collaborazione con le Amministrazioni Locali e le scuole. Si organizzano laboratori didattici di lettura interattiva al fine di incentivare una maggiore responsabilizzazione ed un coinvolgimento attivo dei bambini e dei ragazzi in ambito ecologico. Indirettamente si otterrà anche la sensibilizzazione delle famiglie stesse rispetto alle buone pratiche di differenziazione dei rifiuti e di rispetto dell'ambiente.

Tematiche affrontate nei laboratori scolastici:

  1. Ecologia e rispetto per l'ambiente e il territorio;
  2. Imballaggi (cosa sono e come vengono prodotti);
  3. Valorizzazione dei rifiuti (da rifiuto a risorsa);
  4. Discariche, inceneritori, aziende di riciclo rifiuti;
  5. Compostaggio (proprietà, produzione e utilizzo del Compost);
  6. Riduzione dei rifiuti e acquisti consapevoli;
  7. Impronta ecologica delle attività umane.

Le tematiche elencate vengono trattate attraverso attività specifiche (della durata indicativa di un'ora) e utilizzando diversi livelli di approfondimento e strumenti differenziati in base alla fascia di età dei bambini o ragazzi coinvolti:

  1. Bambini dell'infanzia:
    • STRUMENTI: Fiaba e disegno.
    • ATTIVITÀ': Lettura di fiabe illustrate e filastrocche sul tema della natura e dell'ecologia. Interazione con materiali e oggetti legati all'ecologia. Rielaborazione finale dei concetti appresi tramite realizzazione di disegni o altre attività grafiche.
  2. Bambini della scuola primaria:
    • STRUMENTI: Storie e racconti brevi, giochi a tema, attività di gruppo.
    • ATTIVITÀ': Letture di testi per bambini che affrontano le tematiche della salvaguardia dell'ambiente e del riciclo. Attività di gruppo nelle quali approfondire le tematiche trattate. Produzione concreta di oggetti partendo dall'utilizzo di materiali di recupero familiari ai bambini (bottiglie e bicchieri di plastica, tetrapack, cannucce, tappi di sughero ecc..).
  3. Bambini della scuola secondaria di primo grado:
    • STRUMENTI: Materiale informativo in formato sia cartaceo che multimediale, attività di gruppo.
    • ATTIVITA': Proiezione di materiale multimediale inerente la raccolta rifiuti e le tematiche ambientali. Riflessione e dibattito rispetto ai nostri comportamenti quotidiani e del loro impatto sull'ambiente. Ideazione di slogan, brevi cortometraggi o altra forma di materiale divulgativo che affrontino strategie concrete di salvaguardia dell'ambiente.

Le campagne informative scolastiche rappresentano uno strumento fondamentale per poter diffondere nella popolazione una vera e propria cultura ecologica, che permetta l'incremento delle buone pratiche di differenziazione dei rifiuti e di rispetto per l'ambiente.
Bambini e ragazzi, trovandosi nell'età dello sviluppo, rappresentano infatti la fascia di popolazione che più facilmente può assimilare concetti legati all'ambiente e una maggiore sensibilità ecologica. Tale sensibilità ecologica, una volta acquisita dai più giovani, si può poi diffondere, attraverso l'ambiente famigliare, anche nella fascia adulta della popolazione.